RECLAMO N° 169 DELLA SOCIETÀ ASTI CALCIO FC SRL AVVERSO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE ACCORDI ECONOMICI LND IN MERITO ALLA CONTROVERSIA SORTA CON IL CALCIATORE CAMPANARO GIOVANNI, PUBBLICATA NEL C.U. 244 DEL 2 MARZO 2016.

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Con ricorso notificato in data 04.11.2015 a mezzo raccomandata a/r, il Sig. Giovanni CAMPANARO adiva la Commissione Accordi Economici L.N.D. chiedendo la condanna della Società Asti Calcio FC Srl al pagamento in suo favore della somma di € 6.550,00, quale saldo del corrispettivo dovuto in forza dell’accordo economico intercorso tra le parti relativamente alla stagione sportiva 2014/2015.

Precisava difatti il calciatore che, a fronte di un importo lordo complessivo di € 12.000,00 previsto dall’accordo economico, gli era stato corrisposto solo il minor importo di € 5.450,00. La Società non faceva pervenire alcuna memoria a propria difesa nei termini e la C.A.E., rilevando che la documentazione prodotta in atti (l’accordo allegato) offriva ampio e decisivo riscontro della pretesa azionata dal ricorrente, risultando provato sia l’an che il quantum debeatur, con il provvedimento oggetto di impugnazione accoglieva in toto la domanda del calciatore, condannando la Società Asti Calcio FC Srl al pagamento dell’importo richiesto di € 6.550,00.

 

Con reclamo notificato a mezzo raccomandata a/r in data 17.3.2016, la Società Asti Calcio FC Srl ha impugnato dinanzi a questo Tribunale Federale Nazionale la sopra richiamata delibera della Commissione Accordi Economici LND, pubblicata sul C.U. n. 244 del 2.3.2016.

La Asti Calcio FC Srl, a sostegno dell’impugnazione promossa, eccepisce l’infondatezza delle pretese avversarie in quanto fondate su di un accordo economico che non risulterebbe tempestivamente depositato presso il competente dipartimento interregionale, così come previsto dall’art. 94 ter, comma 2, NOIF, vigente ratione temporis.

Il calciatore ha presentato controdeduzioni con le quali eccepisce preliminarmente, la tardiva impugnazione del provvedimento per decorso del termine di 7 gg. di cui all’art. 30 CGS, in quanto l’atto di appello sarebbe stato inoltrato il giorno 17 marzo 2016, laddove la comunicazione della decisione era avvenuta in data 9 marzo 2016. Nel merito, rileva l’infondatezza del gravame, in quanto la Società non avrebbe dato prova del ritardato deposito dell’accordo economico in questione.

Il reclamo è inammissibile in quanto tardivamente inoltrato.

Come correttamente eccepito dal calciatore nelle sue controdeduzioni, ai sensi dell’art. 30, comma 33, del Codice di Giustizia Sportiva, il gravame deve essere proposto entro il termine perentorio di sette giorni dal ricevimento della comunicazione della decisione impugnata.

Nel caso di specie, il reclamo avrebbe dovuto proporsi entro e non oltre il termine del 16.3.2016, posto che la decisione impugnata era stata ricevuta dall’odierna appellante il 9.3.2016. Come si è detto, invece, il reclamo dell’Asti Calcio FC Srl, è stato inoltrato solo il giorno 17.3.2016, a termine già decorso.

Per questi motivi.

Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche, dichiara inammissibile il reclamo della Società Asti Calcio FC Srl. Ordina incamerarsi la tassa.

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