RECLAMO N° 175 DELLA SSD ARL POTENZA CALCIO AVVERSO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE ACCORDI ECONOMICI LND IN MERITO ALLA CONTROVERSIA SORTA CON IL CALCIATORE SICIGNANO PIETRO, PUBBLICATA NEL C.U. 273 DEL 23 MARZO 2016.

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Con ricorso del 22.1.2016 il calciatore Pietro Sicignano adiva la Commissione Accordi Economici L.N.D. per ivi sentir condannare la SSD a r.l. Potenza Calcio al pagamento della somma di € 7.500,00 prevista dall’accordo economico stipulato per la stagione sportiva 2014/2015. Assumeva il calciatore che, a fronte del suddetto importo, nulla gli era stato versato dalla Società nel corso della stagione ed agiva pertanto per il pagamento dell’intero.

La Società resistente non presentava controdeduzioni.

La Commissione Accordi Economici, ritenuta la domanda fondata, con delibera prot. 124 CAE 2015/2016 C.U. 273 del 2.3.2016, condannava la SSD a r.l. Potenza Calcio al pagamento della somma di € 7.500,00 così come richiesta dal calciatore ricorrente.

Tale decisione veniva comunicata alla Società resistente il 23.3.2016 e da questa impugnata con reclamo del 26.3.2016.

Assumeva la Società reclamante di non aver potuto partecipare al giudizio dinanzi alla C.A.E. poiché il Presidente e legale rappresentante all’epoca in carica aveva tardivamente messo a disposizione la documentazione inerente il rapporto, documentazione consistente in ricevute a firma del calciatore e copia di bonifici bancari che allegava al reclamo in appello e dalla quale si poteva evincere che gran parte delle somme rivendicate da esso calciatore erano state in realtà corrisposte.

Chiedeva pertanto la riforma della decisione impugnata e il deferimento dell’atleta alla Procura Federale per la violazione delle norme disciplinari.

Controdeduceva il calciatore Sicignano eccependo la tardività delle allegazioni documentali della Società (per la prima volta in grado di appello) e concludeva per il rigetto dell’impugnazione.

Il Tribunale Federale, con ordinanza del 19.5.2016, riservato ogni provvedimento in ordine alla tempestività delle eccezioni e produzioni della Società appellante, invitava il calciatore Sicignano a prendere posizione sul merito dell’impugnazione, con particolare riguardo alle risultanze delle ricevute e dei bonifici prodotti.

Il calciatore trasmetteva note difensive integrative del 1°/6/2016 con le quali, riconoscendo in parte  la  genuinità  di  taluni  bonifici  e  ricevute  prodotti  dalla  Società,  dichiarava  di  aver

 

effettivamente percepito l’importo di € 5.200,00 e di essere pertanto creditore del minor importo di € 2.300,00. Addebitando il tutto ad un errore di calcolo, insisteva per il rigetto dell’appello e, in subordine, per la condanna della Società al pagamento della minor somma di € 2.300,00. L’appello, discusso e deciso nella riunione del 7.7.2016, va accolto nei limiti che di seguito verranno precisati.

Non vi è dubbio che la documentazione prodotta soltanto in grado di appello, così come le eccezioni (di parte) che su di essa si fondano, sono da considerarsi inammissibili perché tardive.

L’art. 25 bis comma 5 Regolamento L.N.D., che disciplina il procedimento dinanzi alla Commissione Accordi Economici, prevede difatti che la Società resistente debba inviare le proprie controdeduzioni ed eventuali documenti entro il termine perentorio di 30 gg. dalla ricezione del ricorso. Non avendo in tale sede la Società dedotto alcunché, né depositato alcun documento, correttamente la Commissione Accordi Economici ha accolto il ricorso del calciatore alla stregua della documentazione in atti (l’accordo economico). Peraltro, per costante orientamento di questo Tribunale Federale, le inammissibilità già radicatesi in primo grado non possano certo essere sanate con la formulazione di eccezioni (strettamente di parte) e con la produzione di documenti per la prima volta in sede di gravame, se non altro perché le esigenze di speditezza e di celerità del procedimento sportivo impongono che il perimetro della controversia, nonché il relativo quadro probatorio, risulti già perfettamente delineato sin dalla prima fase del giudizio.

Ciò premesso, a fronte della documentazione prodotta dalla Società, per vero veramente inoppugnabile quantomeno in relazione alle quietanze direttamente rilasciate dal calciatore, quest’ultimo ha dovuto ammettere, con le note difensive integrative del 1°/6/2016 di aver percepito la somma di € 5.200,00.

Tale riconoscimento di natura confessoria non può che comportare la riforma della decisione impugnata, risultando con ciò provato in atti l’adempimento parziale dell’accordo economico, in ordine al quale il calciatore, a fronte di un complessivo importo di € 7.500,00, può legittimamente vantare il solo minor importo di € 2.300,00.

Va infine rimarcato il comportamento del calciatore Sicignano il quale ha adito gli organi della giustizia sportiva falsamente rappresentando, con il ricorso introduttivo dinanzi alla C.A.E., di non aver percepito alcunché in relazione all’accordo economico in questione, salvo poi a riconoscere, di fronte alla documentazione prodotta (ancorché tardivamente) dalla Società, di aver invece percepito ben € 5.200,00 e addebitando il tutto ad un “errore di calcolo”.

Sta di fatto che, nel caso di specie, nessun “errore di calcolo” poteva ricorrere, dal momento che il calciatore aveva negato di aver percepito acconti di sorta, sicché appare evidente l’articolazione di una domanda formulata nella consapevole rappresentazione di circostanze inveritiere, probabilmente confidando nello stato di confusione in cui versava la Società in concomitanza con la variazione dell’assetto societario.

A fronte della palese violazione, da parte del Sicignano, quantomeno dei doveri di lealtà, correttezza e probità che tutti i tesserati sono tenuti ad osservare in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva (art. 1 bis CGS) e salvo ulteriori accertamenti sui rapporti economici effettivamente intercorsi e sul comportamento di entrambe le parti, ritiene questo Tribunale Federale, ai sensi dell’art. 30, comma 36, CGS, di dover rimettere gli atti alla Procura Federale per gli eventuali deferimenti di competenza.

Tutto quanto sopra premesso.

Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Vertenze Economiche,

 

accoglie il reclamo della SSD arl Potenza Calcio e, per l’effetto, in parziale riforma della impugnata decisione della CAE – LND, dichiara essa reclamante tenuta a corrispondere al calciatore Sicignano Pietro il complessivo importo di € 2.300,00 (Euro duemilatrecento/00).

Visto l’art. 30, comma 36 CGS, per le ragioni di cui in motivazione, dispone rimettersi gli atti alla Procura Federale in sede, per gli ulteriori accertamenti e per gli eventuali deferimenti di competenza.

Ordina restituirsi la tassa.

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