RECLAMO N° 195 DEL SIG. DINARO ALESSIO AVVERSO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE ACCORDI ECONOMICI LND IN MERITO ALLA CONTROVERSIA SORTA CON LA SOCIETÀ SC VALLÉE D’AOSTE SRL, PUBBLICATA NEL C.U. 273 DEL 23 MARZO 2016.

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Con ricorso del 2.6.2015 il calciatore Alessio Dinaro adiva la Commissione Accordi Economici

L.N.D. per ottenere il pagamento, da parte della Società S.C. Vallée d’Aoste Srl, dell’importo di € 3.750,00, quale saldo ancora dovutogli del maggior importo di € 7.500,00 convenuto per la stagione sportiva 2013/2014 con accordo economico del 13.9.2013.

Si costituiva la Società con controdeduzioni del 10.7.2014 contestando la pretesa del calciatore sul presupposto che nulla gli fosse dovuto. Era accaduto infatti, riferiva la Società, che il 23.3.2014, al termine dell’incontro Novese – Vallée d’Aoste, il Dinaro senza alcun motivo apprezzabile aveva rivolto frasi offensive ed ingiuriose al Direttore Sportivo Sig. Christian Filippella, minacciandolo e tentando di aggredirlo fisicamente, dopo aver denigrato sia lui che la Società. A seguito di questo episodio, per il quale era in corso un’indagine da parte della Procura Federale, alla ripresa degli allenamenti, il calciatore si era presentato presso la sede della Società in compagnia del padre dichiarando di non voler più svolgere attività in favore della Vallée d’Aoste e chiedendo il rilascio di nulla osta per potersi allenare altrove nonché la corresponsione immediata di tutte le sue competenze maturate e maturande sino al termine della stagione.

Sosteneva ancora la Società di aver rilasciato al calciatore il nulla osta richiesto e di avergli liquidato le competenze spettantegli sino al mese di aprile, posto che esso calciatore non si era più allenato con la squadra né aveva partecipato ad alcuna gara a decorrere dall’episodio del 23.3.2014. Riteneva difatti ricorrere la fattispecie di cui all’art. 6 dell’accordo economico ai

 

sensi del quale, qualora il calciatore non abbia fornito le sue prestazioni senza giustificato motivo, l’importo convenuto per l’intera stagione può essere proporzionalmente diminuito.

Entrambe le parti depositavano memoria integrativa insistendo nelle proprie ragioni. Il calciatore, in particolare, invocava una comunicazione del 27.3.2014 con la quale la Società Vallée d’Aoste lo invitava a non presentarsi presso le proprie strutture e si impegnava a corrispondergli l’importo residuo di € 4.500,00 come previsto dall’accordo economico.

Con delibera del 17.11.2014 la Commissione Accordi Economici L.N.D. sospendeva il procedimento in attesa della conclusione dell’indagine della Procura Federale, al cui esito risultavano deferiti al Tribunale Federale Nazionale – Sez. Disciplinare sia il calciatore per la violazione dell’art. 1 CGS che la Società per responsabilità oggettiva.

Con delibera del 4.3.2015 (C.U.  n. 36/TFN),  il Tribunale  Federale  riteneva accertato  il comportamento offensivo e minaccioso tenuto dal calciatore e, a fronte della “particolare tenuità dei fatti in esame”, infliggeva al calciatore medesimo la sanzione della squalifica per 1 giornata ed alla Società la sanzione di euro 300,00 di ammenda.

Riattivato il procedimento dinanzi alla Commissione Accordi Economici, con delibera del 23.3.2016 tale organo condannava la Società Vallée d’Aoste al pagamento in favore del Dinaro del complessivo importo di € 1.282,00, pari cioè alla competenze maturate dal calciatore sino al 22.3.2014 (6 mensilità di € 750,00 ciascuna più 22 giorni di marzo 2014 pari a € 532,00): ciò sul presupposto degli esiti del deferimento del Procuratore Federale circa l’illegittimità del comportamento del calciatore e la conseguente cessazione delle sue prestazioni sportive in favore della Società a far data dal 23.3.2014.

Avverso tale decisione ha interposto reclamo il Sig. Alessio Dinaro in data 4.5.2016 il quale, dopo aver ripercorso la vicenda, lamenta che la Commissione Accordi Economici non avrebbe tenuto in adeguata considerazione il contenuto della comunicazione del 27.3.2014 con la quale la Società si era comunque impegnata a corrispondergli il residuo ancora dovutogli sino al termine della stagione sportiva, pari a € 4.500,00, ciò anche sul presupposto che tale comunicazione rappresentasse una vera e propria promessa di pagamento ex art. 1988 c.c., peraltro giustificata dal fatto che era stata la Società ad allontanarlo arbitrariamente, e non viceversa.

Sostiene inoltre il calciatore, pur dolendosi del suo comportamento mantenuto in occasione dell’episodio del 23.3.2014, che tale fatto, ritenuto anche in sede disciplinare “di particolare tenuità”, non avrebbe potuto legittimare il suo allontanamento da parte della Società addirittura sino al termine della stagione sportiva ed il venir meno del suo diritto al pagamento degli emolumenti residui.

Contesta infine anche l’erroneità del calcolo operato dalla Commissione Accordi Economici e conclude per la riforma della delibera impugnata e per la condanna della Società al pagamento in suo favore dell’importo di € 3.750,00.

La Società S.C. Vallée d’Aoste non ha presentato controdeduzioni ed il reclamo è stato quindi discusso e deciso nella riunione del 15.6.2016.

Il reclamo è fondato e deve conseguentemente essere accolto.

A seguito dell’increscioso episodio occorso in data 23.3.2014, il successivo 27.3.2014 la Società S.C. Vallée d’Aoste consegnò al calciatore Alessio Dinaro una raccomandata a mano del seguente, testuale tenore: “a seguito del suo grave ed ingiustificabile comportamento…. la scrivente, per evitare altre problematiche, ha deciso, sino ad eventuale nuova comunicazione, di invitarla a non presentarsi più presso le nostre strutture. La scrivente si impegna altresì a rilasciare eventuale nulla osta per consentirle di allenarsi presso altre strutture. Inoltre, la S.C.

 

Vallée d’Aoste corrisponderà l’importo residuo di 4.500,00 euro ad Alessio Dinaro come previsto dall’accordo economico sottoscritto in data 18 settembre 2013”:

Da tale comunicazione è agevole evincere da un lato che fu la Società, e non il calciatore, a rinunziare “sino ad eventuale nuova comunicazione” alle prestazioni di esso Dinaro, dall’altro che, al di là delle risultanze dell’indagine della Procura Federale e, soprattutto, della decisione del Tribunale Federale – Sez. Disciplinare, che ha inflitto al calciatore la assai blanda sanzione di appena 1 giornata di squalifica sul presupposto della modesta portata offensiva del suo comportamento, è stata la stessa Società S.C. Vallée d’Aoste ad escludere la rilevanza di quel comportamento ai fini della regolare corresponsione, stante l’impegno in tal senso espressamente confermato, degli emolumenti previsti dall’accordo economico.

Sarebbe in ogni caso da escludere che una sanzione disciplinare di 1 giornata di squalifica possa legittimare la sostanziale risoluzione di un accordo economico, considerato il brevissimo periodo di tempo durante il quale sarebbe stato impedito al calciatore, per sua colpa, di rendere le proprie prestazioni sportive in favore della Società.

Deve pertanto ritenersi che la cessazione delle prestazioni sportive del calciatore Dinaro in favore della S.C. Vallée d’Aoste è intervenuta per unilaterale decisione della Società e che pertanto, contrariamente a quanto affermato nella delibera impugnata, non possa ricorrere nel caso di specie la fattispecie di cui all’art. 6 dell’accordo economico circa la proporzionale riduzione degli emolumenti che, viceversa, devono essere corrisposti per intero al calciatore, anche a fronte del formale impegno in tal senso assunto dalla Società successivamente all’episodio del 23.3.2014.

Essendo incontestato in atti che, fino alla data del suo allontanamento, il calciatore aveva percepito solo l’importo di € 3.750,00, pari alla metà di quanto pattuito, al medesimo deve essere riconosciuta la differenza, pari alla restante metà.

Tutto quanto sopra premesso.

Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche,

accoglie il reclamo del Sig. Alessio Dinaro e, in riforma dell’impugnata decisione della C.A.E.- L.N.D., dichiara la Società SC Vallée D’Aoste Srl tenuta a corrispondere ad esso reclamante il complessivo importo di € 3.750,00 (Euro tremilasettecentocinquanta/00).

Nulla per la tassa non dovuta.

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