RECLAMO N° 198 DELLA SOCIETÀ ASD VILLAFRANCA VERONESE AVVERSO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE ACCORDI ECONOMICI LND IN MERITO ALLA CONTROVERSIA SORTA CON IL CALCIATORE GASPARI FABIO, PUBBLICATA NEL C.U. 328 DEL 16 MAGGIO 2016.

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Con reclamo del 20 maggio 2016, la ASD Villafranca Veronese ha adito questo Tribunale Federale impugnando la decisione della Commissione Accordi Economici LND del 16 maggio 2016, con la quale essa reclamante è stata condannata al pagamento in favore del calciatore Gaspari Fabio del complessivo importo di euro 2.050,00 a saldo dell’accordo economico stipulato per la stagione sportiva 2014/2015.

La reclamante Società lamenta preliminarmente di avere appreso del ricorso del calciatore Gaspari solo con la comunicazione pec della Commissione Accordi Economici del 31 marzo 2016 con la quale veniva informata che la trattazione del ricorso medesimo si sarebbe tenuta in data 21 aprile 2016.

Espone di avere altresì appreso dalla Segreteria della CAE che il ricorso del calciatore Gaspari recante la richiesta di pagamento le era stato inviato in data 19 febbraio 2016 e che effettivamente in quel periodo aveva ricevuto una raccomandata dal calciatore, priva tuttavia di contenuto. Non riuscendo a contattare telefonicamente il calciatore, essa Società aveva comunque deciso di non presenziare all’udienza presso la CAE a causa degli elevati costi che la difesa tecnica avrebbe comportato.

Lamenta quindi la reclamante la intenzionale violazione del contraddittorio perpetrata dal calciatore Gaspari in suo danno.

Nel merito, eccepisce che esso calciatore, tesserato per l’intera stagione sportiva 2014/2015, a far data dal 23 febbraio 2015 non si era più presentato presso l’impianto sportivo della Società e non aveva mai partecipato ad alcun incontro, anche in considerazione del fatto che le sue mansioni effettive erano di aiuto allenatore.

Ha concluso, pertanto, la ASD Villafranca Veronese, per l’annullamento della impugnata decisione della CAE.

Il calciatore Gaspari, ritualmente notiziato del reclamo, non ha inviato controdeduzioni.

Il reclamo, discusso e deciso nella riunione del 7 luglio 2016, deve essere rigettato in quanto infondato.

In primo luogo, non è configurabile alcuna violazione del contraddittorio nel giudizio svoltosi innanzi alla CAE LND, in quanto la ASD Villafranca Veronese, indipendentemente dalla comunque non provata circostanza della ricezione di un plico raccomandato privo di contenuto, ben avrebbe potuto difendersi all’udienza del 21 aprile 2016 (comunicatale già in data 31 marzo 2016), eventualmente anche chiedendo di essere rimessa in termini per evitare decadenze.

Invece, avendo essa Società volontariamente rinunciato ad esercitare il proprio diritto di difesa (come espressamente ammesso nel reclamo), i motivi di merito dedotti in questa sede devono essere ritenuti inammissibili in quanto tardivamente proposti oltre i termini previsti dall’art. 25 bis Reg. L.N.D.

Si tratterebbe, in ogni caso, di motivi infondati, non risultando agli atti alcuna formale contestazione al calciatore circa la reiterata violazione delle sue obbligazioni contrattuali.

 

Tutto ciò premesso.

Il Tribunale Federale Nazionale, Sezione Vertenze Economiche,

rigetta il reclamo della ASD Villafranca Veronese e conferma, per l’effetto, l’impugnata decisione della Commissione Premi.

Ordina incamerarsi la tassa.

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