RECLAMO N°. 72 DELLA SOCIETÀ SSDARL TERNANA CALCIO FEMMINILE AVVERSO LA DECISIONE DELLA COMMISSIONE ACCORDI ECONOMICI – LND IN MERITO ALLA CONTROVERSIA SORTA CON LA CALCIATRICE FONTANA MASCIA MARIA, PUBBLICATA NEL C.U. 142/CAE-LND del 8.11.2018.

Con reclamo trasmesso in data 05.09.2018, la calciatrice Mascia Maria Fontana evocava la società SSDARL Ternana Calcio Femminile dinanzi la Commissione Accordi Economici al fine di ottenere la condanna di quest’ultima al pagamento in suo favore dell’importo di € 6.412,00 quale saldo del corrispettivo dovuto in relazione all’accordo economico intercorso tra le parti per la stagione sportiva 2017/2018.

La società SSDARL Ternana Calcio Femminile faceva pervenire le contro deduzioni con le quali rilevava che la somma richiesta era relativa ad oneri fiscali, in parte già corrisposti, ed in parte ancora da corrispondere. A dimostrazione di ciò la società depositata la Certificazione Unica per l’anno 2017.

Nel corso del giudizio, prima dell’udienza la calciatrice trasmetteva una memoria difensiva nella quale contestava le difese svolte dalla società, eccependo tra l’altro che la produzione documentale avversaria (il CUD) non costituisca prova dell’avvenuto pagamento delle imposte.

Con provvedimento dell’8 novembre 2018, prot. 30/CAE/2018-19, la commissione Accordi Economici accoglieva il reclamo e per l’effetto condannava la società SSDARL Ternana Calcio Femminile al pagamento in favore della calciatrice dell’importo di € 6.412,00 da corrispondersi nel rispetto della legislazione fiscale vigente.

Con reclamo del 15 novembre 2018, la SSDARL Ternana Calcio Femminile impugnava dinanzi a questo Tribunale Federale la richiamata decisione della Commissione Accordi Economici.

La reclamante – a sostengo del gravame promosso – eccepiva in via preliminare e pregiudiziale il difetto di competenza e/o giurisdizione della CAE, indicando la Commissione Accordi Economici per il Calcio Femminile (CAEF) quale organo deputato a pronunciarsi sulla questione, ai sensi dell’art. 94 quinquies, comma 10 e 94 sexies comma 1 delle NOIF

In subordine ribadiva come la somma richiesta fosse in realtà già stata corrisposta dalla stessa appellante sotto forma di trattenute fiscali come da Certificazione Unica prodotta.

La calciatrice Fontana, ritualmente notiziata del reclamo, inviava tempestive controdeduzioni nelle quali rilevava l’inammissibilità dell’eccezione preliminare e pregiudiziale ex adverso formulata in quanto tardiva, che comunque riteneva infondata. Nel merito, l’appellata eccepiva l’irrilevanza del deposito della Certificazione Unica la quale non sarebbe idonea a provare il pagamento di quanto dovuto dalla società. La calciatrice chiedeva, pertanto il rigetto del gravame con la conferma della decisione della CAE e la condanna della Società SSDARL Ternana Calcio Femminile alle spese processuali, ovvero – in subordine – la condanna della società al pagamento della somma maggiore o minore che sarà ritenuta di giustizia.

La vertenza veniva quindi discussa e decisa alla riunione del 12/02/2019.

Il reclamo deve essere rigettato.

Preliminarmente va esaminata l’eccezione di difetto di competenza o giurisdizione sollevata dalla SSDARL Ternana Calcio Femminile.

A riguardo, si rileva come la stessa sia certamente da qualificare quale eccezione di incompetenza essendo attinente alla ripartizione delle competenze tra i differenti uffici di giustizia federale.

Alla luce di ciò, occorrerà far riferimento al disposto dell’art. 38 c.p.c. che impone la proposizione dell’eccezione nell’atto di costituzione in giudizio tempestivamente depositato.

Nel caso di specie, l’eccezione è stata svolta per la prima volta – tardivamente – nel presente grado d’appello e, come tale, risulta inammissibile.

Tanto premesso, l’appello della SSDARL Ternana Calcio Femminile risulta in ogni caso infondato anche nel merito.

A riguardo, si rileva come l’accordo economico preveda sempre l’indicazione della somma lorda che verrà assoggettata al versamento delle ritenute dovute per legge secondo la normativa vigente nel corso dell’anno solare di riferimento.

In tale contesto, l’onere probatorio gravante sulla società non può ritenersi assolto mediante la produzione della Certificazione Unica, in quanto nella stessa non si rinviene l’attestazione del pagamento delle relative imposte.

Alla soccombenza seguono le spese ai sensi dell’art. 33, comma 14, CGS.

Tutto ciò premesso.

Il Tribunale Federale Nazionale – Sezione Vertenze Economiche,

rigetta il reclamo presentato dalla società SSDARL Ternana Calcio Femminile e, per l’effetto, conferma l’impugnata decisione della CAE – LND.

Condanna la società ricorrente al pagamento delle spese di lite a favore della calciatrice Fontana Mascia Maria, liquidandole in € 300,00 (Euro trecento/00) oltre oneri se dovuti.

Dispone addebitarsi la tassa.

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